stiamo tranquilli…

Catananno

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C’era uno scrittore che rievocava l’odore della pioggia in Galilea ai tempi di Cristo. A chi scrive piace tirare a indovinare, mettere insieme due parole per vedere se tengono, se insieme mostrano quello che si vede in testa.

La Galilea oggi è attraversata da tubi e pozzi petroliferi, il paesaggio biblico è trapanato. In realtà anche gli oleodotti sono stati sforacchiati, nel tempo, a più riprese: la resistenza palestinese si è spesso data al sabotaggio industriale, già dal primo impianto inglese che da Kirkuk pompava il petrolio iracheno attraversando la Giordania fino ad Haifa. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha discavato “il tubo”, l’ha fatto esplodere, andare in malora, tanto che il tubo è diventato un elemento del folclore palestinese. Che rumore fa il petrolio, nella Galilea del catechismo?

I paesaggi sono fatti di significati, si possono costruire e smontare: come la Genova di vent’anni fa, ecco, io posso solo tirare a indovinare. Chi era troppo giovane, o chi non c’era, può tirare a indovinare: può parlarne con chi c’era, leggere, leggere, poi scrivere di nuovo…

Nel 2001 dopo Cristo, tra le misure di gestione dell’ordine pubblico al G8 di Genova viene introdotta la Zona Rossa, un perimetro che circondando il porto storico militarizza il centro della città. Nessuno può entrarci, eccetto i residenti, dal porto fino a piazza Cavour, e più su intorno a Palazzo Ducale, dove è vietato appendere le mutande ai fili dei balconi.

Le idee portano gli umani a fondere, assemblare. allestire, ma anche a scassare, bucherellare, maciullare. Nel paesaggio, gli oggetti diventano l’interfaccia di queste idee. Per blindare la Zona Rossa si investe nella piccola-media impresa ligure e basso-piemontese. Si tirano su delle muraglie piantando fitte reti metalliche su grossi New Jersey, i blocchi stradali di cemento che sembrano enormi pedine di un gioco. Le reti si fanno dall’acciaio che a Genova si fonde da tanto tempo, come nell’Italsider di Guido Rossa; il cemento si fa dalla sabbia, grazie agli esperimenti di tenuta dei bambini in spiaggia.

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