Sul blog Doppiaggi Italioti Damiano Gerli, giornalista specializzato in storia dei videogiochi, racconta dei primi anni di storia del doppiaggio dei videogiochi in italiano, passando dai pionieristici anni ’80 e primi anni ’90, nei quali la localizzazione non era considerata necessaria (nonostante l’inglese non fosse così diffuso nel Bel Paese), al 1993, anno della legge contro la pirateria
elemento significativo ma non essenziale, in quel periodo i videogiochi iniziano ad accrescere il giro di affari e a imporsi all’attenzione dei media, con conseguenti investimenti di marketing sempre maggiori.
L’ascesa dei ransomware – quei software malevoli che cifrano i file e chiedono un riscatto per sbloccare tutto, ormai gestiti da gang criminali ben organizzate – sembra aver raggiunto il suo climax.
Ad ogni modo, stiamo parlando di 49 minuti di disservizio. Tanto è durata l’8 giugno l’interruzione dei servizi cloud erogati dall’azienda americana Fastly, interruzione che ha reso inaccessibili una serie di siti in giro per il mondo, tra cui molti media, ma anche Amazon, Twitch, Spotify e altri.
Etica Digitale racconta in un articolo come il Parlamento Europeo abbia approvato un regolamento che legittima l’accesso indiscriminato a mail, chat e messaggi; tutto in nome della protezione dei minori.
Un gruppo di hacker ha compiuto un attacco informatico a danno dei sistemi di Electronic Arts (EA), una delle maggiori aziende produttrici di videogiochi del mondo.
La pressione dei governi spinge le piattaforme verso più censura e meno privacy per gli utenti Malgrado alcune società o organizzazioni pro-privacy sembrino avere, per ragioni di business o di principio, posizioni molto nette nella difesa del diritto alla libertà di espressione e alla riservatezza, la realtà è che in questo momento gran parte delle piattaforme digitali, specie quelle più grandi, sono messe alle strette dagli Stati.
Martedì mattina, verso le 12, alcuni dei più importanti e visitati siti web di tutto il mondo hanno smesso di funzionare: tra loro quello di Twitch, Reddit, e anche molti siti d’informazione, da quello del New York Times al Guardian al Financial Times.
Venerdì 4 giugno, anniversario della protesta di piazza Tienanmen: da Bing «scompare» la foto del Rivoltoso Sconosciuto, lo studente che solo e disarmato si mise davanti alla colonna di carri armati del PCC per fermarli.
di The User Formerly Known as M@ • 1 Giu 2021 • 0 commenti •
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Gli spazi del web e dei social sono spesso attraversati da ondate polemiche, rabbie improvvise e virali. A guardare più da vicino, ci sono elementi ricorrenti, tutt’altro che casuali.
L’Oversight Board di Facebook – il comitato per il controllo formato da un gruppo di esperti incaricati di rivedere ed eventualmente ribaltare alcune decisioni sulla moderazione di contenuti prese dal social network – si è espresso su un altro caso, dopo quello sicuramente più eclatante della rimozione dell’account di Trump, di cui avevo scritto in precedenti newsletter.
È Khaby Lame, un 21enne che in poche settimane ha accumulato oltre 50 milioni di follower su TikTok grazie a una trovata semplicissima
Continua a leggere: L’italiano più seguito sui social
Fonte: il Post Internet
La storia dell’attacco informatico che ha indirettamente bloccato uno dei più importanti oleodotti americani è diventata ancora più grave a distanza di giorni.
Secondo gli autori, ci sono 12 persone fisiche (con diversi account) dietro al 65% delle condivisioni delle disinformazioni, quasi tutte con interessi economici e/o professionali come motivazioni.
Colonial Pipeline è uno dei maggiori distributori di carburanti nella East Coast americana (ne trasporta il 45 per cento nella regione) con 5500 miglia di oleodotti.
L’ipotesi è che fossero coinvolti in una estesa compravendita illegale di recensioni, scoperta da un sito di sicurezza informatica
Continua a leggere: Perché su Amazon sono scomparsi alcuni grossi venditori
Fonte: il Post Internet
Dopo una lunga fase di sperimentazione, Twitter ha introdotto una nuova funzione che invita le persone a rivedere il contenuto di un tweet, quando il sistema giudica che potrebbe essere offensivo.
Pochi giorni prima del 29 aprile, quando era attesa l’udienza preliminare (poi rimandata al 25 maggio) per i quattro agenti dei servizi egiziani imputati nella tortura e omicidio di Giulio Regeni, un misterioso video è iniziato a circolare su YouTube.
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