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Il bullismo di Stato di Salvini, la risposta di Murgia: se il problema è come si dissente e non le ragioni del dissenso

Il bullismo di Stato di Salvini, la risposta di Murgia: se il problema è come si dissente e non le ragioni del dissenso

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

In un articolo pubblicato su Valigia Blu, Matteo Pascoletti, alla luce dell’ultimo scontro sui social tra Matteo Salvini e Michela Murgia – scaturito dal rifiuto da parte della scrittrice di intervenire sul tema dei migranti nel corso della trasmissione Quarta Repubblica -, nonché delle critiche rivolte da più parti a quest’ultima per il contenuto del suo commento in riposta a quello, sprezzante, del ministro dell’interno, sostiene che sarebbe più utile se ci concentrassimo sulle ragioni del dissenso nei confronti delle strategie comunicative adottate da Salvini e dal suo staff piuttosto che su modalità e contenuti dello stesso. L’autore traccia inoltre dei parallelismi tra il caso Salvini-Murgia e altri altrettanto recenti, come quello del quindicenne di Torre Maura, Simone, il cui modo di affrontare verbalmente un militante di CasaPound è stato criticato su Twitter dalla scrittrice Elena Stancarelli.

Tra le strategie comunicative di Matteo Salvini e del suo staff rientra il quotidiano additare nemici dati in pasto ai fan, che possono così sfogarsi e rafforzare il legame con il leader. Ne avevamo già parlato su Valigia Blu: tra baci e sorrisi, il Ministro dell’Interno sistematicamente organizza un bullismo di Stato ai danni di specifiche categorie di cittadini. Talvolta è lo stesso spin doctor di Salvini, Luca Morisi, a rendersi protagonista. In ciò Morisi non si cura delle conseguenze al di fuori della costruzione del consenso per il leader, come dimostra la spregiudicatezza nel rilanciare bufale o profili fake, anche quando ciò è palese. Tra le categorie prese di mira rientrano gli intellettuali, rigorosamente “radical chic”. Ovvero persone di sinistra che parlano in astratto, lontano dai problemi veri della gente, e pure un po’ snob. Così è successo il 16 aprile, quando in un tweet Matteo Salvini ha attaccato per l’ennesima volta la scrittrice Michela Murgia, rilanciando un articolo di Nicola Porro, che il giornalista ha pubblicato sul proprio sito.


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