stiamo tranquilli…

La scuola è un laboratorio politico

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Su Internazionale, Christian Raimo riflette sul ruolo politico-sociale della scuola.

La politica deve restare fuori dalla scuola: nell’ultimo anno ci sono stati vari episodi e dichiarazioni che hanno alimentato questo tipo di retorica. Il caso più eclatante è stato quello dell’insegnante palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa 15 giorni lo scorso maggio per non aver vigilato sui suoi studenti che avevano preparato un lavoro scolastico in cui si paragonavano leggi razziali e decreto sicurezza. L’allora ministro dell’istruzione Marco Bussetti e quello dell’interno Matteo Salvini hanno prima lasciato che la sanzione facesse il suo corso; poi, in seguito alla vasta rete di solidarietà che si era formata a sostegno dell’insegnante, hanno messo in scena una specie di rito di perdono, incontrando Dell’Aria, che il 27 maggio è rientrata in classe. Nonostante le promesse, però, il provvedimento nei suoi confronti non è stato annullato, nessuna delle autorità coinvolte ha chiesto scusa e a giugno il suo avvocato ha depositato un ricorso contro il Miur e lʼufficio scolasticodella regione Sicilia. Dell’Aria comincerà il nuovo anno con il procedimento ancora aperto. All’inizio di agosto la sindaca di Monfalcone Anna Cisint ha scritto un post su Facebook contro gli “insegnanti politicizzati”, lanciando contemporaneamente una campagna con l’hashtag #fuorilapoliticadallascuola e difendendosi in maniera aggressiva da chi l’ha da subito criticata.

Immagine da pxhere.


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