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La storia del foulard di Hermès

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Una serie di articoli ci racconta la storia del più iconico accessorio di abbigliamento, amato da donne e uomini: il Foulard di Hermès.

Usato da regine, first ladies, dive del cinema e icone della moda, il carré di Hermès (carré vuol dire “quadrato” in francese, e fa riferimento alla forma dei foulard: un quadrato di seta solitamente di 90 cm di lato), dopo quasi 90 anni, continua ad essere il dettaglio che rende chic qualunque stile:

Il carré Hermès l’hanno portato tutte; da Audrey Hepburn a Jackie Kennedy, da Diana Vreeland a Sophia Loren. Grace Kelly ne fece la fasciatura chic al braccio rotto ed Elisabetta II il dettaglio luxury dello stile country.

Il primo foulard di Hermès nasceva per volere di Robert Dumas, genero di Emile-Maurice Hermès (nipote del fondatore della maison), che ebbe l’idea di personalizzare con immagini iconiche il semplice foulard di twill di seta prodotto dalla maison.

Attualmente i foulard Hermés sono realizzati dal Alice Shirley, artista inglese nata nel 1984 e, dal 2012, designer di punta dei foulard: opere da museo della storia (della moda, ma anche naturale).

“Non credo di essere la persona giusta per voi” è quello che ha risposto schietta al suo interlocutore durante il primo colloquio con la maison parigina.

I primi disegnatori dei foulard Hermés furono due famosi artisti degli anni ‘30 del ‘900: Philippe Ledoux e Hugo Grygkar, quest’ultimo considerato il vero padre dei carré Hermès, in quanto disegnò il primo modello

Il carré Hermés, comunque, non è solo un accessorio di stile ancora richiestissimo, ma è anche un pezzo da collezione molto amato e ricercato, come ci racconta questo articolo di Elle, dove viene intervistato Marco Cavazzini, esperto di vintage:

Le origini del Foulard di Hermès che noi oggi conosciamo, possono risalire a quello che un tempo veniva chiamato “Ritratto Tessuto”, nome che veniva dato a questo semplice quadrato di seta che nasce a Lione intorno a 1770. I temi trattati e rappresentati erano quelli più disparati, da quelli militari, a quelli della vita civile, ai fasti e alle imprese del epopea Napoleonica. Sarà poi nell’ottocento che il foulard prenderà il nome di “fazzoletto da collo” che rimarrà in voga per tutto il secolo, stampato con motivi satirici e pedagogici.

La storia della sciarpa di Hermès è anche il titolo di un libro della serie “Design & commercial arts” del The Guardian, scritto da Laia Farran Graves, dove si ripercorre la storia del foulard, ma vengono anche date informazioni pratiche per acquistarli e collezionarli.

In un interessante articolo del magazine System, dal titolo “We literally cook up the colours in a big pot” Thomas Lenthal intervista Bali Barret, direttrice artistica che sovrintende la produzione delle quattro collezioni da trenta disegni rilasciate ogni anno dalla maison. In particolare nell’articolo sono raccontati il lungo processo di selezione dei disegni e dei colori (per la direttrice Barret, “scala Pantone” è quasi un insulto), e le preferenze cromatiche degli acquirenti dei vari paesi del mondo:

Seventy-five thousand colours have been created since we started printing Hermès scarves in 1937. 75,000! With every season and every new colour, the spectrum broadens. It’s almost some- thing verging on infinity, it’s crazy. The colourists will look to find whether the colours in the scales we propose to them already exist, but it’s rare that a colour is ever exactly the same – we’re obviously working with subtlety here, in nuances of millimetres.

Infine, un articolo della rivista della casa d’aste Sotheby’s dal titolo “The Iconic, Timeless Elegance of the Hermès Scarf”, presenta una serie di immagini di stampe dei foulard Hermès


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