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Le microimprese sono il tallone d’Achille dell’economia italiana?

Le microimprese sono il tallone d’Achille dell’economia italiana?

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L’economista Mario Seminerio in un articolo sul blog Phastidio prende spunto da un passaggio delle considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia per evidenziare alcuni limiti del tessuto produttivo italiano.
Un particolare elemento di fragilità sarebbe il numero troppo elevato di microimprese, che tipicamente hanno livelli di produttività molto modesti (tanto che per restare a galla a volte si trovano a dover varcare il confine tra l’emerso ed il sommerso e/o a chiedere alla politica qualche forma di protezione dall’ambiente competitivo), sono spesso attive in settori maturi (a volte per di più come terzisti), non di rado sono guidate da imprenditori poco scolarizzati, raramente investono in ricerca e sviluppo, ed in genere offrono bassi salari ed impiegano pochi lavoratori qualificati — il che crea un circolo vizioso che scoraggia gli investimenti in istruzione.


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