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Thirty Meter Telescope: una storia complicata

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A cura di @NedCuttle21(Ulm) (modificato)

Scienza in Rete fa un resoconto del progetto TMT, l’ultimo e di gran lunga più imponente dei telescopi installati sulla cima più alta delle isole Hawaiʻi, illustrando sia le caratteristiche tecniche del progetto che le ragioni dei decennali attriti fra i nativi hawaiani e la comunità astronomica.

Come dice il nome, il cuore del TMT è un gigantesco specchio da 30 metri di apertura. Non uno specchio monolitico, ma formato da 492 segmenti esagonali il cui esatto posizionamento sarà controllato elettronicamente per permettere allo strumento di rispondere in tempo reale alle bizze della turbolenza atmosferica. Questo sistema, detto ottica adattiva, equipaggia ormai tutti i telescopi più grandi e permette di ottenere risoluzioni paragonabili a quelle di un telescopio orbitale.

Al di là delle sfide tecnologiche, è inevitabile che per la struttura destinata a ospitare un simile strumento si debba mettere in conto un edificio ben più grande di quelli che solitamente caratterizzano gli osservatori astronomici. La sola struttura del telescopio, infatti, si innalzerà da terra per 50 metri e il diametro della cupola sarà di 66 metri. Il TMT si collocherà dunque ai primissimi posti per maestosità dell’edificio che dovrà ospitarlo.

 

— Immagine da Flickr


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