Maurizio Ambrosini, sociologo dell’immigrazione e professore all’Università Statale di Milano e Zeynep Mentesoglu Tardivo, ricercatrice che si occupa della partecipazione politica delle persone di origine straniera, cercano di spiegare le cause della scarsa affluenza al voto degli aventi diritto al voto nella comunità bangladese veneziana nonostante la presenza in lista di candidati di origine bangladese
A Venezia nessuno dei sette candidati di origine bangladesi, stando ai primi conteggi, entra in consiglio comunale. La più votata ha sfiorato le 400 preferenze. Un numero non banale, visto che gli aventi diritto al voto nella comunità bangladese sono 2700, ma tale da consentire l’elezione. L’affluenza della comunità bangladese non è stata molto più bassa di quella degli italiani d’origine. Dai dati disponibili sembra però che siano stati pochi i veneziani doc a votare per un candidato di origine bangladese. Dunque, se anche l’affluenza della comunità bangladese fosse stata del 55%, considerando l’alto numero di voti invalidi per errori sulla scheda, eleggere un candidato di origine straniera sarebbe stato impossibile.
È andata ancor peggio a Vigevano, dove gli stranieri rappresentano il 16% della popolazione. I due candidati della comunità musulmana inseriti nelle liste della Lega hanno preso rispettivamente 41 e 38 voti. Un granello di sabbia per un comune di 60mila abitanti. Il candidato sindaco che aveva litigato con Matteo Salvini per averli messi in lista, Roberto Ghia, non è arrivato neanche al ballottaggio. Al secondo turno se la vedranno il centrosinistra e Forza Italia. Andando indietro nel tempo, riaffiora il caso Monfalcone, dove la lista che veniva definita “islamica” perché composta solo da persone di origine straniera non ha raggiunto neanche il 4%. Una percentuale molto bassa, in un paese in cui il 30% degli abitanti è di origine straniera. Salvo sparute eccezioni, i “nuovi italiani” quando si candidano alle elezioni locali non vengono eletti.
Tra le possibili spiegazioni, il fatto che il processo di integrazione dei nuovi italiani è ancora agli inizi, frammentazione delle comunità di origine, pregiudizi da parte degli autoctoni e mancanza di coscienza di classe.
“Il peggior nemico degli ultimi sono i penultimi. Il clima è cambiato: in passato il voto dei nuovi italiani era influenzato dalla classe operaia, dai sindacati. Oggi non è più così e chi è in Italia da tanto tempo a volte tende a non identificarsi con un candidato coetnico e a votare per altri candidati”. Succede in Italia, così come è successo negli Stati Uniti dove sono stati tanti i latinos a votare per Donald Trump.
Ne parla un articolo di Huffington Post


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