Un aggiornamento sulle ambizioni urbanistiche di Muhammad bin Salman (di cui avevamo già parlato recentemente qui), con due megaprogetti per la capitale saudita Riyadh. Il primo è il parco più grande del mondo, alimentato dalle acque reflue della città.
Il parco dovrebbe fornire un’isola di frescura in una città in mezzo al deserto, e non ospiterà solo un milione di alberi, ma anche strutture pubbliche come teatri e musei. Sarà inoltre circondato da un percorso ciclopedonale di 7 chilometri.
Si tratta comunque di un progetto modesto rispetto al Mukaab, un cubo (il nome in arabo vuol dire letteralmente quello) di 400 metri di lato, che dall’esterno dovrebbe sembrare d’oro massiccio: un edificio che nelle intenzioni sarebbe il più grande al mondo, e caratterizzerebbe in maniera iconica il centro della capitale. Il suo interno sarebbe in gran parte cavo, e ospiterebbe a sua volta un grattacielo circondato da immagini olografiche, che creerebbero l’illusione di essere all’aperto. Si tratta di un progetto molto controverso. I Musulmani devoti trovano sacrilega la sua chiara somiglianza con l’altro cubo famoso del paese, la Kaaba della Grande Moschea della Mecca, e lo considerano “un chiaro simbolo di idolatria”: il governo sostiene invece che la sua forma richiami il vecchio palazzo reale di Riyadh. Più prosaicamente, ci sono forti dubbi sulla sostenibilità strutturale di una struttura così pesante, e che consumerebbe così tanta acqua ed energia, oltre che ovviamente sui suoi costi. Anche per questo, i lavori di costruzione sono stati sospesi.


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