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A cura di @PaMar (modificato)

Negli anni ’90 i programmi scolastici delle scuole USA ridussero fortemente le cosiddette ore di “Shop Class” – un concetto accostabile a quello di Applicazioni Tecniche nella scuola italiana.

Nel 2006 Matthew Crawford pubblicò su The New Atlantis un lungo saggio dal titolo “Shop class as soul craft” in cui perorava i valori — non solo pratici, ma anche intellettuali, psicologici e cognitivi — del lavoro manuale.

La tesi di Crawford è che la trasformazione del lavoro da prettamente manuale a “maneggiare simboli” comporta un trasformazione anche nel nostro modo di vivere, e di abitare il mondo. Non necessariamente per il meglio.

Non si tratta comunque di una posizione luddista o “populista”: l’autore sostiene gli anni formativi andrebbero comunque spesi frequentando il college, ma in quegli stessi anni sarebbe opportuno anche passare le estati come apprendista, in modo da poter ottenere il meglio dei due mondi, e poter scegliere (invece di subire) cosa fare “da grandi”.

(L’articolo venne successivamente espanso fino a diventare un libro, e questo generò a sua volta un certo interesse nel mondo editoriale – qui per esempio trovate un intero “simposio” (in altre parole una sorta di numero monografico) dedicatogli da Front Porch Republic).

 

— Immagine da Flickr


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