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liberismo e neoliberismo, qualche spiegazione

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Per l’Istituto Bruno Leoni un articolo di Capone e Mingardi ripercorre le idee sottese al pensiero liberista, neo o vetero che sia, e ragiona delle incongruenze delle diffuse critiche che ad esso vengono rivolte, anche dal neonominato responsabile economico del PD, Emanuele Felice.

Settantacinque anni fa, dovendo spiegare in che cosa il “nuovo” liberalismo si distinguesse dal “vecchio”, Luigi Einaudi suggeriva che “non esiste alcuna differenza sostanziale, di principio, fra i due liberalismi. Il liberalismo è uno e si perpetua nel tempo; ma ogni generazione deve risolvere i problemi suoi, che sono diversi da quelli di ieri e saranno superati e rinnovati dai problemi del domani”. Einaudi propone una sorta di continuità ideologica, che oggi è negata da chi immagina nel “neoliberismo” l’ordito ideologico che giustifica lo status quo del mondo contemporaneo, con i suoi poteri forti e le sue tecnocrazie. Peccato che l’egemonia neoliberista e deregolatrice non è molto verosimile, quando, nei paesi occidentali, la spesa pubblica sfiora la metà del prodotto interno lordo e la pressione fiscale poco ci manca.

Immagine da Flickr.


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