Eccovi la consueta accozzaglia di notizie scientifiche. Partiamo dal meccanismo di dispersione del calore terrestre per passare ai serpenti preistorici. Polemizziamo sulle quote rosa alla giapponese e sugli errori commessi dalle maggiori riviste scientifiche.
Siamo abituati a pensare ai coralli come organismi piuttosto statici, capaci sì di costruire gigantesche barriere, ma anche praticamente inetti quando si tratta di catturare prede.
Un breve articolo di Antonello Lobianco espone alcuni problemi che potrebbero derivare da una particolare impostazione delle università italiane, in particolare riguardo ai corsi di Scienze Agrarie e Forestali.
di NedCuttle21(Ulm) • 27 Ago 2018 • 0 commenti •
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Un articolo pubblicato su The Atlantic parla dell’adattamento urbano da parte di alcune specie animali e degli stratagemmi, ideati da alcuni ricercatori, volti a inferire se e quanto esso influisca sull’evoluzione dei loro processi cognitivi rispetto agli esemplari della stessa specie che vivono ancora lontani dai centri abitati.
di NedCuttle21(Ulm) • 25 Ago 2018 • 0 commenti •
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A cura di @NedCuttle21(Ulm) e su suggerimento di @Dominique Gaumont.
Un articolo pubblicato su The Atlantic parla dell’accesa controversia, in seno alla comunità scientifica, tra i sostenitori della teoria dell’impatto, quella secondo la quale l’estinzione di massa avvenuta 66 milioni di anni fa circa sarebbe stata causata dalla collisione della Terra con un asteroide delle dimensioni dell’Everest, il cui cratere si troverebbe nei pressi della cittadina messicana di Chicxulub, nella penisola dello Yucatan, e coloro i quali credono che a causare quell’evento sarebbe stata una serie di colossali eruzioni vulcaniche verificatesi in una regione dell’India occidentale nota come Trappi del Deccan.
Massimo Sandal su Wired si chiede come uscire dalla trincea ideologica e ricostruire fiducia nella scienza, nel suo processo e nei suoi risultati in maniera democratica, collettiva e aperta.
Il Guardian riporta che un gruppo di medici interessati alla valutazione delle prove in medicina ha proposto sul British Medical Journal di togliere l’etichetta diagnostica “cancro” nelle patologie a basso rischio di evoluzione, per ridurre i casi di eccesso di diagnosi e trattamento.
di NedCuttle21(Ulm) • 22 Ago 2018 • 0 commenti •
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A cura di @NedCuttle21(Ulm).
Secondo un articolo pubblicato su Nature e proposto sul sito Le Scienze, la piena comprensione dei meccanismi alla base dell’imprinting che si verifica nelle cellule immunitarie del nostro organismo quando esse vengono a contatto per la prima volta con un virus influenzale potrebbe in futuro permettere la messa a punto di vaccini più incisivi e perfino offrire ai centri di ricerca il bagaglio di conoscenze indispensabile a realizzarne uno che abbia valenza universale, che sia cioè in grado di garantire all’individuo una protezione ad ampio spettro, e per tutta la vita, dai vari sottotipi del virus – alcuni, come quello del 1918, di cui abbiamo già parlato qui, purtroppo anche in grado di scatenare pandemie.
Fu scattata due anni fa in Norvegia, dove un fulmine uccise 323 renne: un gruppo di ricercatori ha studiato gli effetti di tutte quelle carcasse sull’ecosistema
Pietro Greco parla, in un articolo del 2012 per Scienzainrete, dell’incapacità dell’univesità italiana di supportare talenti fuori dal comune, dando priorità a indici quantitativi piuttosto che qualitativi, portando gli esempi di Ettore Majorana e Alessio Figalli.
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