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Stati Uniti, Russia, Europa: due prospettive di convivenza [EN]

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A cura di @cris.

In un op-ed per Politico, Thomas Graham, esperto americano di Russia e amministratore delegato della Kissinger Associates, ritiene che sia il caso di prendere atto del fatto che la Russia “diventerà a breve e forse mai una democrazia liberale”, motivo per cui sarebbe necessario per gli USA trovare un modus vivendi con il gigante eurasiatico:

A better option would be to engage with Moscow pragmatically and focus on managing the geopolitical rivalry to reduce to a minimum the risk of a full-blown conflict. The U.S. should relentlessly defend its vital interests, but be prepared to find compromises on other issues as long as they don’t jeopardize its core principles.

Il blog The Hall of Mirrors, pubblica una traduzione di un recente articolo di Igor Sergeevich Ivanov, ex ministro russo agli affari esteri e attuale presidente del consiglio per gli affari esteri, originariamente uscito sulla Rossiyskaya Gazeta. Sergeevich Ivanov illustra il suo punto di vista sugli effetti delle sanzioni statunitensi contro la Russia, in particolare per quanto riguarda le relazioni con l’Unione Europea, che, a suo parere, trarrebbe vantaggio da una politica più indipendente e capace di cooperare anche con la Russia anche in virtù dei secolari legami storici che le legano:

In forming its own long-term strategy, Russia, as well as Europe, should define the contours of their relations with each other. If one starts from the national interests of both parties, then it is entirely clear that they have all the necessary historical, geographical, cultural, religious and economic prerequisites. Taken together, these factors constitute a foundation for full-fledged partnership. But what form this partnership will be dressed up in, only time can tell.

Immagine da Flickr.


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