A bordo della HMS Rapid, il comandante Charles Henry Swinburne vede branchi di pesci morti che galleggiano, poi nota un lungo pennacchio di fumo da cui cadono lapilli.
di NedCuttle21(Ulm) • 13 Set 2019 • 0 commenti •
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A cura di @NedCuttle21(Ulm).
Riccardo Rosa ha realizzato per Internazionale un reportage sulla situazione lavorativa nel porto di Napoli, dove tra i lavoratori continua a registrarsi dal maggio scorso uno stato di agitazione dovuto sia al mancato rinnovo del contratto nazionale che alla spinosa questione della cosiddetta autoproduzione, pratica attraverso la quale le compagnie delegherebbero ai marittimi, spesso senza tutele e sottopagati, il compito di fissare le merci sulle proprie navi, aumentando così il rischio non solo di infortuni tra il personale di bordo ma anche di pesanti ricadute occupazionali e salariali sui lavoratori portuali.
Oggi si parla di:
– #HongKongprotests, social e disinformazione
– mercato delle vulnerabilità: il sorpasso di Android
– l’infiltrato olandese dietro a Stuxnet
– truffa del Ceo con audio deepfake
– prove di riconoscimento facciale a Londra
– perquisizioni del telefono alla frontiera
– e altro
Chiara Beghelli, giornalista del Sole 24 Ore, racconta di come alcune ONG abbiano pensato di riciclare le saponette usate negli alberghi, per donarle a chi non “accede” all’igiene.
Un argomento morale di Jonathan Franzen (link alternativo), acclamato scrittore della contemporaneità americana, sul tema del cambiamento climatico e sull’atteggiamento plausibile dell’uomo di fronte alla notizia della catastrofe inevitabile.
Un articolo del Guardian riporta che un gruppo di ricercatori ha disseminato per tre anni, in quaranta paesi, millesettecento portafogli “persi”, contenenti soldi (in alcuni casi), contatti del proprietario e altro.
Il raggio del protone è più piccolo di quanto si credesse, anche se il protone non ha davvero raggio! Gli algoritmi segreti di Google, la vita bizzarra di Hubble e come intrappolare l’anidride carbonica con metodi efficienti e costosi.
In questa ricerca spasmodica di attenzioni, i contenuti che produciamo (e anche quelli che decidiamo di condividere) sui social network sono principalmente di tre tipi: ironici, sdolcinati o astiosi.
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